I grassi nell’alimentazione…quale tipo di olio utilizzare e perchè!!!

Buongiorno a tutti!!! Questo periodo sono stata molto impegnata nel mio studio e ho un po’ tralasciato il mio amato blog! Spero di farmi perdonare con questo post dedicato all’alimentazione e più nel dettaglio ai lipidi!!!! La foto che vedete sotto scattata quest’estate, è delle campagne salentine, ricche di alberi di olivo da cui ogni anno faccio scorta di questo preziosissimo olio.

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I lipidi o grassi sono assolutamente indispensabili nell’alimentazione per le funzioni essenziali che svolgono nell’organismo:

  • fungono da deposito energetico;
  • danno isolamento termico;
  • sono essenziali per la costituzione delle membrane cellulari;
  • veicolano le vitamine liposolubili;
  • sono costituenti del sistema nervoso;
  • sono “trasmettitori” di messaggi cellulari

Tra tutti i lipidi che si possono assumere con l’alimentazione ci soffermiamo su:

i grassi saturi, particolarmente pericolosi per il sistema cardiocircolatorio, ma anche perchè sono concorrenti dei grassi “buoni”. Sono contenuti principalmente nei grassi animali (ma anche nei vegetali soprattutto nell’olio di cocco, di palma e di palmistri).

gli acidi grassi essenziali (EFA) che svolgono importanti funzioni e non possono essere sintetizzati dal nostro organismo, quindi devono essere introdotti dalla dieta. Sono l’acido linoleico, alfalinolenico e arachidonico.

In un precedente articolo avevo già scritto dove si trovano sia gli omega 3 che gli omega 6.

Qui vi dico che i lipidi che tendo a preferire nell’alimentazione sono l’olio extravergine di oliva spremuto a freddo come abituale condimento a tavola, aggiunto ai cibi dopo la cottura. E’ un potente antiossidante, ripulitore delle arterie e combatte lo squilibrio del colesterolo.

Mentre gli oli non saturi si degradano facilmente, la trasformazione che li rende da utili a dannosi sono:

  • l’esposizione alla luce;
  • l’esposizione all’ossigeno;
  • l’esposizione al calore.

Gli oli devono perciò essere conservati in luogo fresco e oscuro (l’olio di girasole in frigorifero), con il minimo contatto con l’aria. Proprio per questo, quando l’olio è contenuto in una bottiglia grande, comincia a calare per i consumo, è meglio travasarlo in una più piccola per ridurre il quantitativo di aria presente (di ossigeno quindi) a cui viene esposto.

Nella tabella qui di seguito segnalo qualche olio, dal più adatto al meno adatto (la tabella si riferisce a oli spremuti a freddo e freschi).

L’olio di zucca , ricco di vitamina E molto attiva, è però notevolmente costoso. L’olio di noci è molto instabile e ha un gusto troppo caratteristico. Gli oli di arachide, oliva, colza, di cui si fa largo uso, sono ricchi soprattutto di acidi grassi monoinsaturi, mentre contengono una percentuale limitata di polinsaturi (acido linoleico e alfalinolenico). Ma l’olio di oliva compensa questi limiti con principi attivi antiplacca e vitamina E (nella forma alfatocoferolo, biologicamente più attiva), utili in caso di malattie cardiocircolatorie. Discorso analogo per l’olio di riso.

Concludiamo dicendo che l’uso di olio extravergine d’oliva con aggiunte ponderate di semi di lino e di semi oleosi diversi o olio di girasole è da preferire come scelta alimentare giornaliera.

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La tabella e parti del testo sono stati presi dall’alimentazione del metodo Kousmine di Sergio Chiesa che io seguo come filosofia personale e nelle mie consulenze con i clienti.

Spero questo post vi sia stato utile, a presto!!

Jessica xx

4 pensieri su “I grassi nell’alimentazione…quale tipo di olio utilizzare e perchè!!!

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