Autunno e inverno………….Cosa rischia la pelle!!!

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L’autunno è la stagione più critica per la pelle: in questo periodo dell’anno le conseguenze dell’esposizione al sole nei mesi estivi e l’incremento dell’inquinamento, affaticano la pelle. Ah, l’autunno…estremamente suggestivo per i suoi paesaggi e i suoi colori, si può rivelare tuttavia nemico della pelle, esposta ad alcuni disagi più di ogni altro momento dell’anno.

Perché PROPRIO L’AUTUNNO?

Settembre, ottobre e novembre sono i mesi meteorologicamente più instabili. I continui sbalzi di temperatura e l’umidità mettono a dura prova le difese naturali della pelle. Se poi ai capricci del tempo si aggiunge l’azione irritante dello smog, il gioco è fatto: le polveri inquinanti, mescolate con il sebo cutaneo, diventano le condizioni ideali per l’insorgere di inestetismi. D’altro canto, la stagione autunnale è anche il momento dell’anno maggiormente a rischio “brufoli”: si intensifica la produzione di sebo che, alla lunga, provoca untuosità e impurità. Infatti, è vero che il sole nell’immediato fa bene alla pelle asciugandola e migliorandone il colorito, ma è altrettanto corretto che provoca l’ispessimento dell’epidermide che contribuisce a formare un “tappo” responsabile del peggioramento cutaneo. L’autunno essendo un periodo di cambio stagionale, risulta critico, per la pelle in quanto si intensificano i problemi legati all’intossinazione; da un lato il corpo cerca di eliminare le tossine per poter affrontare meglio i mesi invernali particolarmente critici, dall’altro l’epidermide è aggredita dall’esterno come descritto precedentemente.
L’INQUINAMENTO FA INVECCHIARE LA PELLE

Gas di scarico, fumi e radiazioni elettromagnetiche, provocano il cosiddetto invecchiamento “ambientale”. Lo smog ci avvelena: perché non solo entra nei nostri polmoni, ma si deposita sulla pelle danneggiandola e provocando invecchiamento precoce, secchezza e fragilità. Le tossine che respiriamo sono dovute alle emissioni delle auto, alle attività industriali e al riscaldamento. La loro azione si somma al bombardamento elettromagnetico, prodotto da telefonini, computer e televisori che rilasciano radiazioni i cui effetti possono manifestarsi anche dopo anni. Contro la salute della pelle ci sono poi abitudini scorrette e alcuni vizi come il fumo, responsabili del colorito spento e della comparsa di borse sotto gli occhi. Le cellule della pelle, “attaccate” giornalmente perdono le proprie capacità di autodifesa e tendono così a “morire” precocemente. Le polveri sottili presenti nell’aria possono, alterare il film idrolipidico, la barriera naturale di acqua e sebo che protegge la pelle. Questa azione non causa soltanto la perdita di luminosità, compattezza e l’aspetto più “stanco” del viso, ma le polveri sottili possono creare in superficie delle microfessurazioni e penetrare in profondità nella cute, alterando la funzionalità delle ghiandole sebacee. La cute può diventare più secca, più grassa e più vulnerabile aprendo le porte anche a problematiche più serie come le dermatiti.

LA PELLE E L’INVERNO

pelle e freddo

L’epidermide durante i mesi invernali, un po’ come fanno le piante, rallenta le proprie attività, a causa del fenomeno della vasocostrizione, dovuta al freddo. “Il freddo invernale, unito all’aria secca e agli sbalzi di temperatura dall’esterno all’interno, mette a dura prova la pelle del viso”. La nostra pelle a differenza di quella degli animali, fornita di peli, piume e altre strutture per fronteggiare le basse temperature, non è ben attrezzata per sopportare i rigori dell’inverno. In inverno, siccome è indispensabile trattenere il calore all’interno del corpo, verso gli organi “nobili” (cervello, cuore, intestino), il nostro organismo contrae il calibro dei vasi sanguigni della pelle. Questo meccanismo di vasocostrizione, mette in difficoltà la pelle stessa perché riceve meno nutrimento dal sangue. Sono due i tipi di grasso prodotti dalla pelle; il sebo prodotto dalle ghiandole sebacee, che nel periodo invernale di solito sono meno attive e le ceramidi prodotte dai cheratinociti, che sono le cellule dell’epidermide. Le ceramidi svolgono la funzione di barriera, dato che impediscono la perdita di acqua dallo stato corneo; durante i mesi invernali vengono prodotti in quantità minore, diminuendo la loro funzione barriera. Durante i periodi particolarmente freddi i grassi esistenti nella cute, tendono a diventare quasi solidi, come una cera e basta un sorriso, per frantumarli e far screpolare la pelle. Le zone che soffrono di più questa situazione sono le più esposte al freddo e le più lontane dal cuore cioè il viso, le mani, le gambe e i piedi che più si va in periferia rispetto al cuore, meno sangue circola.

I RIMEDI:

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Utili suggerimenti per evitare di isolarsi sotto una campana di vetro. Alimentarsi in maniera sana, consumando regolarmente cibi ricchi di sali minerali e di vitamine antiossidanti come frutta e verdura fresca di stagione. Ridurre il numero di sigarette e passare il tempo libero all’aria aperta, in luoghi salubri che consentono ai polmoni di ossigenarsi. Arieggiare possibilmente gli ambienti in cui si vive. Scegliere scrupolosamente i prodotti detergenti: delicati, con pH neutro e arricchiti con sostanze nutrienti. Utilizzare cosmetici in grado di idratare e nutrire la pelle, per ricostruire la naturale barriera indebolita dagli agenti esterni, senza l’utilizzo di petrolati e siliconi. I cosmetici più efficaci sono quelli contenenti fosfolipidi, ceramidi, vitamine e oli vegetali spremuti a freddo. Prestare particolare attenzione alla scelta del make-up, del fard, delle ciprie e del fondotinta. In alcune formulazioni, per una maggiore azione coprente vengono utilizzate delle sostanze non propriamente rispettose della fisiologia della pelle (petrolati e siliconi), che impermeabilizzano, tenendo maggiormente bloccate le polveri sottili.

Spero questo post vi sia utile e vi aiuti a far trascorrere alla vostra pelle un buon inverno!!

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